Nel principio, Dio…
Alcune verità basilari tratte dall’inizio dell’inizio.
Contenuti del presente articolo
1.
Dio è il Creatore di tutto
-
Le cose non esistono da sempre – Dio sì.
-
Niente può essere nato dal niente.
-
Dio è Dio – la creazione è la creazione.
2.
L’uomo è l’apice della creazione
-
Dio ha dato un’anima all’uomo.
-
Possiamo porci in relazione con Lui.
-
Siamo come amministratori su questa terra.
3.
L’essere umano è maschio e femmina
-
Il matrimonio: la prima, divina istituzione.
-
Uomo e donna sono complementari.
-
L’omosessualità è esclusa.
4.
Le leggi di Dio sono chiare
-
Sono poste per il nostro bene.
-
Non possiamo cambiarle.
-
Siamo liberi e responsabili di accettarle o meno.
5.
Satana e il peccato ci allontanano da Dio
-
Satana esiste.
-
Il peccato è la trasgressione della legge di Dio.
-
Non possiamo redimerci da soli – solo Dio può farlo.
6. Dio
punisce
-
La Sua giustizia lo esige.
-
La Bibbia è colma dei giudizi di Dio…
-
… e la storia dell’uomo anche.
7.
Dio salva: ha un progetto in tal senso
-
La Bibbia lo descrive.
-
Dio è misericordioso e ci offre la vita eterna con
Lui.
-
Sta a noi cogliere l’opportunità.
Introduzione
Il primo libro della Bibbia è denominato Genesi, che significa
"il principio", perché ci narra dell’inizio della storia fra Dio
e l’uomo (se ne leggano i primi tre capitoli). "Nel principio Dio creò
i cieli e la terra" (Genesi 1:1). è degno di nota il fatto che
l’unico essere vivente creato a immagine e somiglianza di Dio fu l’uomo,
ossia una creatura libera di porsi in rapporto col Creatore, di relazionarsi
con Lui. Dio creò la prima coppia (Adamo, l’uomo, ed Eva, la donna)
affinché popolassero la terra e se ne prendessero cura; Egli stabilì
inoltre che cosa fosse bene e che cosa male per loro, ammonendoli
circa gli effetti dei loro eventuali peccati. Adamo ed Eva compresero perfettamente
le ingiunzioni divine, ma Satana fu capace di convincerli che l’Eterno
non agiva per il loro bene e che non avrebbero patito alcuna pena per comportarsi
a modo proprio. Essi peccarono, e la loro coscienza si sporcò; cercarono
allora di nascondersi dalla presenza di Dio – ma, ovviamente, ciò
non fu possibile. Dio giudicò e punì Adamo, Eva e il serpente,
e il peccato entrò in questo mondo, iniziando a determinare tutti
quegli atroci esiti che possiamo constatare giorno per giorno. Ma Dio promise
anche una redenzione, diede una concreta speranza agli esseri umani,
perché aveva preparato un piano di salvezza (vedi oltre). Questa
storia è la nostra storia: Dio ci crea innocenti, ma poi
diveniamo peccatori scegliendo di fare ciò che questo mondo corrotto
ci induce a fare. Spesso tentiamo di sfuggire a Dio, ma è assurdo:
non abbiamo speranza senza di Lui, e ne siamo separati finché non
decidiamo di apprezzare, amare ed obbedire i Suoi comandamenti, la Sua
Parola. Prendiamo allora in considerazione alcune delle verità basilari
che emergono dall’inizio dell’inizio.
1. Dio è il
Creatore di tutto
-
Le cose non esistono da sempre – Dio sì.
"Per fede intendiamo che l’universo è stato formato per mezzo
della parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all’esistenza
da cose apparenti" (Ebrei 11:3). Possiamo capire molte cose sul funzionamento
di tutto ciò che vediamo; ma, anche se cogliessimo l’istante prima
dell’inizio del tutto, scientificamente non potremmo mai sapere chi
o che cosa ha dato l’impulso originario all’universo. Sappiamo solo
che dal nulla non può originarsi nulla: dunque, un principio originario,
assoluto, non causato da altro, dev’esserci; ma questo principio originario
non può venire dal niente, dev’essere eterno, al di fuori dello
spazio e del tempo: la fede della Bibbia ci dice che si tratta dell’unico,
invisibile Dio, che di Se stesso dice: "Io sono il Primo e sono anche
l’Ultimo, e all’infuori di me non c’è Dio" (Isaia 44:6).
-
Niente può essere nato dal niente.
Dunque, le cose apparenti non possono essere state generate da altre cose
apparenti, né possono essersi generate da sole: "I cieli furono
fatti per mezzo della parola dell’Eterno, e tutto il loro esercito mediante
il soffio della sua bocca … poiché egli parlò e la cosa fu;
egli comandò e la cosa sorse" (Salmo 33:6.9). L’uomo, purtroppo,
decide spesso di dimenticare che "per mezzo della parola di Dio i cieli
vennero all’esistenza molto tempo fa, e che la terra fu tratta dall’acqua
e fu formata mediante l’acqua" (2ª Pietro 3:5).
-
Dio è Dio – la creazione è la creazione.
"Lo stolto ha detto in cuor suo: "Dio non c’è"" (Salmo 53:1);
la Bibbia reputa stolto ogni uomo che non ammette che "i cieli
raccontano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l’opera delle sue
mani" (Salmo 19:1); "Infatti le sue qualità invisibili, la
sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle
sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché
siano inescusabili" tutti coloro che negano la Sua esistenza e tutti
coloro che "hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore,
che è benedetto in eterno. Amen" (Romani 1:20.25). Dio ha creato
ogni cosa, ma non è in nessuna cosa e in nessun essere vivente:
tutto dipende da Lui, e nulla può essere messo al Suo posto o sul
Suo stesso piano, per non commettere il fatale peccato di idolatria. Dobbiamo
adorare Dio, e Lui solo, secondo il Suo volere.
2. L’uomo è
l’apice della creazione
-
Dio ha dato un’anima all’uomo.
"Così dice l’Eterno che ha disteso i cieli, posto le fondamenta
della terra e formato lo spirito dell’uomo dentro di lui…" (Zaccaria
12:1). Non siamo solo carne e sangue, ma abbiamo anche uno spirito, una
vita invisibile e eterna dentro di noi, che ci rende in questo simili a
Dio: "Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo
in spirito e verità" (Giovanni 4:24). La Bibbia richiede infatti
agli uomini che vogliono davvero vivere in Dio: "…glorificate dunque
Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio"
(1ª Corinzi 6:20). Siamo amministratori anche e prima di tutto del
nostro spirito e responsabili di come lo nutriamo, di ciò che facciamo
della nostra più profonda essenza, prima di rimettere nelle mani
di Dio ciò che Egli ci ha dato, per sottoporci al Suo Giudizio;
come disse Gesù poco prima di morire: "Padre, nelle tue mani
rimetto il mio spirito" (Luca 23:46).
-
Possiamo porci in relazione con Lui.
A differenza di tutti gli altri esseri viventi, gli uomini possono comunicare
con Dio, entrare in rapporto con Lui, conoscerlo e amarlo oppure rifiutarlo
o ignorarlo. Dio vuole parlare con l’uomo; la Bibbia è rivelazione
di Dio e dialogo fra Dio e l’uomo: "Venite quindi e discutiamo assieme,
dice l’Eterno…" (Isaia 1:18). Dio esorta: "Presta attenzione, o
popolo mio, alla mia legge; porgi orecchio alle parole della mia bocca"
(Salmo 78:1); e l’uomo che cerca Dio dice: "La mia voce si eleva a Dio
e grido; la mia voce si eleva a Dio ed egli mi darà ascolto"
(Salmo 77:1). La Parola divina sa rispondere alle nostre domande più
vitali e sa condurci sul sentiero dell’amore e della giustizia di Dio,
mettendoci in piena comunione con la Sorgente della nostra esistenza.
-
Siamo come amministratori su questa terra.
Di tutte le cose create Dio disse che erano buone, ma solo dopo
aver fatto l’essere umano disse che tutto era molto buono; e l’uomo,
in quanto parte più alta della creazione, ha ricevuto il compito
di popolare la terra e prendersene cura. Le cose create da Dio sono a nostra
disposizione, ma siamo sempre responsabili di ciò che Dio ci affida
– siano i nostri talenti personali o le cose che possediamo –, come Suoi
economi: "Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto,
come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio" (1ª
Pietro 4:10); e non si dimentichi che – secondo quanto scritto in Apocalisse
11:18 – Dio distruggerà "quelli che distruggono la terra".
3. L’essere
umano è maschio e femmina
-
Il matrimonio: la prima, divina istituzione.
Un giorno, alcuni chiesero a Gesù: "è lecito ad un uomo
ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?", ed Egli rispose:
"Non
avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio
e femmina?"; poi, continuando a citare da Genesi, disse:
"Perciò
l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la propria
moglie, e i due diverranno una sola carne"; e concluse: "Così
non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito
insieme, l’uomo non lo separi" (Matteo 19:3-6). La prima, divina istituzione
di questa terra fu proprio il matrimonio, che deve essere posto alla base
della costituzione di ogni società: senza unioni matrimoniali salde
e sane, con le quali uomini e donne si uniscono per formare un nucleo familiare
compatto e fedele, unito da un patto per la vita e da affetti profondi
e duraturi, non v’è futuro per l’umanità, se non quello dell’immoralità
e della corruzione.
-
Uomo e donna sono complementari.
Uomo e donna sono stati creati per completarsi, hanno bisogno l’uno dell’altro
e sono la fonte della perpetuazione naturale della vita. "Questa finalmente
è ossa delle mie ossa e carne della mia carne!" (Genesi 2:23),
esclamò Adamo dopo la generazione di Eva. Il vincolo matrimoniale
fra uomo e donna è l’ambito previsto da Dio per vivere l’amore totale
fra due esseri umani e per generare ed educare, nell’amore, altri esseri
umani: "Né l’uomo è senza la donna, né la donna
senza l’uomo, nel Signore, perché come la donna proviene dall’uomo,
così anche l’uomo nasce per mezzo della donna, e ogni cosa è
da Dio" (1ª Corinzi 11:11-12). è nella genuina unione matrimoniale
che si può dire: "Ecco, i figli sono una eredità che viene
dall’Eterno; il frutto del grembo è un premio" (Salmo 127:3).
-
L’omosessualità è esclusa.
Dio "li creò maschio e femmina" (Genesi 1:27). Le unioni
sessuali fra uomini e fra donne sono sempre state reputate da Dio illecite;
la stessa semplice conformazione fisica dell’uomo e della donna ci fa comprendere
la loro complementarità, mentre non sono certo complementari due
donne o due uomini fra di loro. La condanna biblica dell’omosessualità
è senza appello, e deve far riflettere un mondo così incline
ad accettare ciò che è contro natura come se, invece, fosse
normale: gli uomini, purtroppo, spesso "hanno cambiato la verità
di Dio in menzogna" e "per questo Dio li ha abbandonati a passioni
infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale
in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata
la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine
gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini,
ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento" (Romani
1:25-27).
4. Le leggi di Dio
sono chiare
-
Sono poste per il nostro bene.
"E ora, o Israele, che cosa richiede da te l’Eterno, il tuo Dio, se
non di temere l’Eterno, il tuo Dio, di camminare in tutte le sue vie, di
amarlo e di servire l’Eterno, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con
tutta la tua anima, e di osservare per il tuo bene i comandamenti dell’Eterno
e i suoi statuti che oggi ti comando?" (Deuteronomio 10:12-13). Ciò
che Dio diceva al popolo d’Israele nell’Antico Testamento vale per ciascun
uomo ancora oggi: Dio ci chiede di amarlo e servirlo, osservando i Suoi
comandamenti, e ci dice che se lo facciamo perseguiamo il nostro bene.
I comandi di Dio ci servono, sono ciò di cui abbiamo bisogno per
orientarci in questa vita, per purificarci, per essere davvero felici e
giungere alla vita eterna col Signore. Quando un padre consiglia un figlio
per il suo bene, è prima di tutto interesse del figlio ascoltarlo;
e il nostro Padre celeste non può sbagliare. Per il nostro bene,
allora, non ribelliamoci a Dio; osserviamo piuttosto i Suoi comandamenti,
riflettendo su quanto dolore è dovuto entrare nel mondo a causa
della prima trasgressione e di tutte quelle successive.
Le leggi di Dio sono sul serio leggi. Su questa terra vige la legge
di gravità, e non possiamo sperare di gettarci dal quinto piano
e restare incolumi; così, in campo spirituale, dobbiamo prende atto
di quanto stabilito da Dio. Egli avvisò Adamo ed Eva, i quali compresero
bene quanto era stato loro detto, ma decisero di non preoccuparsi più
di tanto delle conseguenze e cedettero alla tentazione. Gesù ha
detto: "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno"
(Matteo 24:35); e ancora: "Chi mi respinge e non accoglie le mie parole,
ha chi lo giudica; la parola che ho annunziata sarà quella che lo
giudicherà nell’ultimo giorno" (Giovanni 12:48). Il mondo passa,
ma la volontà di Dio rimane, e non dobbiamo farci ingannare dai
tanti cambiamenti che, in campo morale e spirituale, si alternano nel corso
dei secoli. Nell’Ultimo Giorno non saremo giudicati dalle religioni, dalle
tradizioni e dalle filosofie elaborate degli uomini, né potremo
far valere le nostre personali opinioni. Ciò che Dio ha stabilito
ha stabilito, come Adamo ed Eva hanno dovuto tristemente imparare, e noi
con loro.
-
Siamo liberi e responsabili di accettarle o meno.
Come abbiamo già avuto occasione di sottolineare, Adamo ed Eva compresero
bene ciò che Dio aveva detto, ed erano liberi di ubbidire o meno;
scelsero – come gli uomini fanno troppo spesso – di trascurare la volontà
divina, e fu la tragedia. A causa di quella violazione – e di tutte quelle
che l’hanno seguita (anche delle nostre) – Gesù è dovuto
morire sulla croce, per ridarci speranza, per poterci offrire il perdono,
per vincere la morte; e lo ha fatto, anche Lui, in piena libertà,
per amore di tutti noi. Usiamo allora bene la nostra libertà, che,
in quanto tale, comporta sempre una grande responsabilità! Infatti,
Dio – come disse con la consueta efficacia l’Apostolo Paolo – "renderà
a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che cercano gloria,
onore e immortalità, perseverando nelle opere di bene; a coloro
invece che contendono e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono
all’ingiustizia, spetta indignazione ed ira" (Romani 2:6-8).
5.
Satana e il peccato ci allontanano da Dio
Dio esiste, Satana anche. Non è possibile credere al Dio della Bibbia
senza credere all’esistenza di Satana e dei demoni: anche gli angeli, infatti,
hanno potuto ribellarsi e scegliere se amare e obbedire Dio oppure no.
Nel giorno del Giudizio, Gesù dirà ai dannati: "Andate
via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per
il diavolo e per i suoi angeli" (Matteo 25:41). L’Apostolo Paolo scrisse
che i Cristiani conducono un combattimento spirituale "contro i dominatori
del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei
luoghi celesti" (Efesini 6:12). Satana ci tenta (come ha tentato Gesù)
perché vuole vederci perduti come lui stesso è perduto, e
cerca di instillare nei nostri cuori tanti dubbi e tanta sfiducia nei confronti
del nostro Creatore. Siccome gli uomini, di norma, concedono a Satana tanto
potere, egli diviene davvero "il principe di questo mondo", come
dice Gesù in Giovanni 12:31; ma noi abbiamo sempre la possibilità
di scegliere di far regnare piuttosto Dio nella nostra vita, e la Bibbia
ha il potere di guidarci in questo ottimo proposito.
-
Il peccato è la trasgressione della legge di Dio.
"Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è
la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 6:23).
Dio diede un ordine a Adamo ed Eva, che disobbedirono; Egli disse loro
anche che la conseguenza per la trasgressione sarebbe stata la morte, e
così fu: non soltanto ogni peccatore è destinato a morire
fisicamente fra angoscia e sofferenze, ma è anche intimamente separato
da Dio, lontano dalla Sua presenza, e questa è morte in senso
spirituale: senza speranza, senza luce, senza vera vita. "Chiunque commette
il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è
la violazione della legge [di Dio]" (1ª Giovanni 3:4).
Possiamo superficialmente distorcere la giustizia di Dio, o sottovalutare
la realtà del peccato, ma quest’ultimo coi suoi frutti rimane e
devasta la nostra esistenza, facendoci divenire – che ne siamo consapevoli
o meno – proprietà di Satana; possiamo presuntuosamente pretendere
di stabilire noi che cosa sia bene e che cosa male, ma la
Parola di Dio resta ferma e ci giudica.
-
Non possiamo redimerci da soli – solo Dio può farlo.
Gesù disse: "Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri
peccati, perché se non credete che io sono [Figlio di Dio],
voi morirete nei vostri peccati" (Giovanni 8:24). Se non crediamo in
Dio e in Cristo, non c’è vera speranza per noi. Dio ha detto, riguardo
all’uomo: "Nessuno può in alcun modo riscattare il proprio fratello,
né dare a Dio il prezzo del suo riscatto" (Salmo 49:7). Non
possiamo uscire da soli da questo buco nero; solo Dio ci può liberare:
"Ma
Dio riscatterà la mia anima dal potere dallo Sceol [il regno
dei morti]" (Salmo 49:15). Se vogliamo ritornare a Dio, ricevere
il perdono dei nostri peccati e cogliere l’opportunità della vita
eterna con Lui, dobbiamo convertirci per mezzo di Gesù, che pagò
il prezzo del riscatto per noi, per redimerci: "Poiché Dio ha
tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché
chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni
3:16). Ascoltiamo ancora Gesù: "Senza di me non potete far nulla"
(Giovanni 15:5).
6. Dio punisce
-
La Sua giustizia lo esige.
"Dio è un giusto giudice e un Dio che si adira ogni giorno contro
i malfattori" (Salmo 7:11). Ad esempio, riguardo alla santità
del matrimonio, la Bibbia dice: "Sia il matrimonio tenuto in onore da
tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà
i fornicatori e gli adulteri" (Ebrei 13:4). Così come Dio punì
Adamo ed Eva, allo stesso modo farà con ogni peccatore, sia in cielo
o in terra; e tutti, quaggiù, siamo peccatori: "In quel giorno
avverrà che l’Eterno punirà in alto l’esercito di lassù,
e giù sulla terra i re della terra" (Isaia 24:21). Dio è
imparziale, è Colui che può salvarci ma anche punirci – chiunque
noi siamo – se non ci convertiamo a Lui. Dio è giusto: un giusto
giudice deve punire ogni trasgressione, e i giudizi di Dio sono perfetti.
-
La Bibbia è colma dei giudizi di Dio…
Nella Bibbia troviamo molti esempi di giudizi di Dio, sia contro le nazioni
sia nei confronti di singoli o gruppi. Certo, non possiamo offrire qui
una lista, che sarebbe lunghissima, ma ci basti ricordare la distruzione
delle corrotte città di Sodoma e Gomorra, come il fatto che Dio
ha sempre punito il Suo stesso popolo d’Israele quando esso si allontanava
da Lui, e sa punire la Chiesa quando essa diviene infedele, secondo il
principio: "Noi infatti conosciamo colui che ha detto: "A me appartiene
la vendetta, io darò la retribuzione", dice il Signore. E altrove:
"Il Signore giudicherà il suo popolo"" (Ebrei 10:30). Durante
un periodo triste e doloroso della storia d’Israele, Dio disse, per mezzo
del profeta Geremia: "Punirò quelli che dimorano nel paese d’Egitto,
come ho punito Gerusalemme con la spada, con la fame e con la peste"
(Geremia 44:13).
-
… e la storia dell’uomo anche.
Molto spesso, ci domandiamo perché la storia di questo mondo sia
così ricolma di sofferenze e tragedie, ma dobbiamo ricordarci che
la situazione che viviamo è innanzi tutto il risultato delle scelte
e delle decisioni degli uomini; inoltre, dobbiamo aggiungere che Dio lascia
a se stessi, al loro ostinato orgoglio, coloro che non vogliono ascoltarlo,
e in questo modo li punisce: "Per questo Dio li ha abbandonati a passioni
infami" (Romani 1:26). Sotto questo punto di vista, possiamo dire che
Dio davvero punisce gli uomini, e tutti i dolori di questa terra non sono
altro che un’anticipazione del Giudizio finale, quando Egli dividerà
definitivamente il bene dal male, la luce dalle tenebre,
i salvati dai dannati in eterno. Come l’Apostolo Giovanni scrisse nella
profetica parte finale della Bibbia: "Poi udii una gran voce dal tempio
che diceva ai sette angeli: "Andate e versate sulla terra le coppe dell’ira
di Dio"" (Apocalisse 16:1).
7. Dio
salva: ha un progetto in tal senso
Predicando ad Atene, l’Apostolo Paolo disse che Dio "comanda a tutti
gli uomini e dappertutto che si ravvedano. Poiché egli ha stabilito
un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di
quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo
dai morti" (Atti degli Apostoli 17:30-31): quell’Uomo è Gesù
Cristo. In Genesi 3:15 Dio predisse che qualcuno, un giorno, nato da donna,
sarebbe stato capace di lottare contro il serpente (Satana) e di schiacciargli
la testa, sconfiggendolo e venendo solamente ferito (pur se dolorosamente)
da lui. Il Figlio di Dio nacque dalla vergine Maria e fu l’Uomo capace
di affrontare volontariamente le indicibili sofferenze della croce, donando
la sua vita per poi riprendersela, risuscitando. La Bibbia delinea lo sviluppo
del piano di redenzione di Dio, dal primo peccato umano fino all’avvento
del nostro Salvatore e Redentore; considerandola seriamente, allora, possiamo
adeguatamente comprendere ciò che fu da Dio "preconosciuto prima
della fondazione del mondo", ma che è stato "manifestato
negli ultimi tempi" (1ª Pietro 1:20): il sacrificio e la vittoria
di Cristo, cioè di Colui che venne "per distruggere, mediante
la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo,
e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù
per tutta la loro vita" (Ebrei 2:14-15).
-
Dio è misericordioso e ci offre la vita eterna con Lui.
Dio punisce, ma è anche misericordioso e pronto a perdonare e a
dimenticare tutti i nostri peccati se solo ci rivolgiamo a Lui e seguiamo
le sue indicazioni, per camminare con Lui. Grazie a Dio, possiamo cambiare
la nostra vita terrena e il nostro destino eterno, raggiungendo la vita
eterna con Lui. Gesù disse: "Io sono venuto affinché abbiano
la vita e l’abbiano in abbondanza … e io do loro la vita eterna e non periranno
mai…" (Giovanni 10:10.28). E ancora: "Chi beve dell’acqua che io
gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l’acqua
che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla
in vita eterna" (Giovanni 4:14). Questa è l’offerta del Signore,
disponibile per chiunque: cogliamo l’opportunità, allora, finché
siamo in tempo! La Parola di Dio ci esorta infatti: "Ecco ora
il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza!"
(2ª Corinzi 6:2).
-
Sta a noi cogliere l’opportunità.
Paolo, in qualità di Apostolo, scrisse: "Noi dunque facciamo
da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi
vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio" (2ª
Corinzi 5:20). Ci è stata data la più grande occasione, quella
di riconciliarci col Creatore, e sta a noi decidere se approfittarne oppure
no; e se domandiamo – come fecero alcuni di fronte alla prima predicazione
apostolica: "Che dobbiamo fare?", possiamo ottenere ancora oggi
la stessa risposta che l’Apostolo Pietro diede a quelle persone: "Ravvedetevi
e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il
perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo"
(Atti degli Apostoli 2:37-38). Convertendoci a Gesù Cristo possiamo
dar vita in noi stessi a una persona nuova, pura, e iniziare una nuova
vita nel Signore: una vita di santità, amore ed ubbidienza nei confronti
di Colui che veramente sa che cosa sia il nostro bene. E questa
nuova vita non sarà vissuta solo a livello individuale, personale,
bensì in comunione con altri credenti che hanno fatto la stessa
scelta: si tratta infatti di una scelta all’interno della Chiesa di Cristo,
la Sua famiglia spirituale, l’unica e vera Chiesa che prende a modello
quella descritta nel Nuovo Testamento, basata innanzi tutto sul principio
enunciato da Gesù: "Da questo conosceranno tutti che siete miei
discepoli, se avete amore gli uni per gli altri" (Giovanni 13:35).
Diventando Cristiani, decidiamo di ricominciare con Dio, di farci interiormente
ri-creare da Lui per non separarci mai più dal Suo amore. "E
il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati"
(Atti degli Apostoli 2:47).
Valerio Marchi