Nel principio, Dio…
 
 

Alcune verità basilari tratte dall’inizio dell’inizio.
 
 

Contenuti del presente articolo




1. Dio è il Creatore di tutto

2. L’uomo è l’apice della creazione 3. L’essere umano è maschio e femmina 4. Le leggi di Dio sono chiare 5. Satana e il peccato ci allontanano da Dio 6. Dio punisce 7. Dio salva: ha un progetto in tal senso
 
 

Introduzione




Il primo libro della Bibbia è denominato Genesi, che significa "il principio", perché ci narra dell’inizio della storia fra Dio e l’uomo (se ne leggano i primi tre capitoli). "Nel principio Dio creò i cieli e la terra" (Genesi 1:1). è degno di nota il fatto che l’unico essere vivente creato a immagine e somiglianza di Dio fu l’uomo, ossia una creatura libera di porsi in rapporto col Creatore, di relazionarsi con Lui. Dio creò la prima coppia (Adamo, l’uomo, ed Eva, la donna) affinché popolassero la terra e se ne prendessero cura; Egli stabilì inoltre che cosa fosse bene e che cosa male per loro, ammonendoli circa gli effetti dei loro eventuali peccati. Adamo ed Eva compresero perfettamente le ingiunzioni divine, ma Satana fu capace di convincerli che l’Eterno non agiva per il loro bene e che non avrebbero patito alcuna pena per comportarsi a modo proprio. Essi peccarono, e la loro coscienza si sporcò; cercarono allora di nascondersi dalla presenza di Dio – ma, ovviamente, ciò non fu possibile. Dio giudicò e punì Adamo, Eva e il serpente, e il peccato entrò in questo mondo, iniziando a determinare tutti quegli atroci esiti che possiamo constatare giorno per giorno. Ma Dio promise anche una redenzione, diede una concreta speranza agli esseri umani, perché aveva preparato un piano di salvezza (vedi oltre). Questa storia è la nostra storia: Dio ci crea innocenti, ma poi diveniamo peccatori scegliendo di fare ciò che questo mondo corrotto ci induce a fare. Spesso tentiamo di sfuggire a Dio, ma è assurdo: non abbiamo speranza senza di Lui, e ne siamo separati finché non decidiamo di apprezzare, amare ed obbedire i Suoi comandamenti, la Sua Parola. Prendiamo allora in considerazione alcune delle verità basilari che emergono dall’inizio dell’inizio.
 
 

1. Dio è il Creatore di tutto


"Per fede intendiamo che l’universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all’esistenza da cose apparenti" (Ebrei 11:3). Possiamo capire molte cose sul funzionamento di tutto ciò che vediamo; ma, anche se cogliessimo l’istante prima dell’inizio del tutto, scientificamente non potremmo mai sapere chi o che cosa ha dato l’impulso originario all’universo. Sappiamo solo che dal nulla non può originarsi nulla: dunque, un principio originario, assoluto, non causato da altro, dev’esserci; ma questo principio originario non può venire dal niente, dev’essere eterno, al di fuori dello spazio e del tempo: la fede della Bibbia ci dice che si tratta dell’unico, invisibile Dio, che di Se stesso dice: "Io sono il Primo e sono anche l’Ultimo, e all’infuori di me non c’è Dio" (Isaia 44:6). Dunque, le cose apparenti non possono essere state generate da altre cose apparenti, né possono essersi generate da sole: "I cieli furono fatti per mezzo della parola dell’Eterno, e tutto il loro esercito mediante il soffio della sua bocca … poiché egli parlò e la cosa fu; egli comandò e la cosa sorse" (Salmo 33:6.9). L’uomo, purtroppo, decide spesso di dimenticare che "per mezzo della parola di Dio i cieli vennero all’esistenza molto tempo fa, e che la terra fu tratta dall’acqua e fu formata mediante l’acqua" (2ª Pietro 3:5).
 
  "Lo stolto ha detto in cuor suo: "Dio non c’è"" (Salmo 53:1); la Bibbia reputa stolto ogni uomo che non ammette che "i cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento dichiara l’opera delle sue mani" (Salmo 19:1); "Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili" tutti coloro che negano la Sua esistenza e tutti coloro che "hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen" (Romani 1:20.25). Dio ha creato ogni cosa, ma non è in nessuna cosa e in nessun essere vivente: tutto dipende da Lui, e nulla può essere messo al Suo posto o sul Suo stesso piano, per non commettere il fatale peccato di idolatria. Dobbiamo adorare Dio, e Lui solo, secondo il Suo volere.
 
 

2. L’uomo è l’apice della creazione


"Così dice l’Eterno che ha disteso i cieli, posto le fondamenta della terra e formato lo spirito dell’uomo dentro di lui…" (Zaccaria 12:1). Non siamo solo carne e sangue, ma abbiamo anche uno spirito, una vita invisibile e eterna dentro di noi, che ci rende in questo simili a Dio: "Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità" (Giovanni 4:24). La Bibbia richiede infatti agli uomini che vogliono davvero vivere in Dio: "…glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio" (1ª Corinzi 6:20). Siamo amministratori anche e prima di tutto del nostro spirito e responsabili di come lo nutriamo, di ciò che facciamo della nostra più profonda essenza, prima di rimettere nelle mani di Dio ciò che Egli ci ha dato, per sottoporci al Suo Giudizio; come disse Gesù poco prima di morire: "Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito" (Luca 23:46).
 
  A differenza di tutti gli altri esseri viventi, gli uomini possono comunicare con Dio, entrare in rapporto con Lui, conoscerlo e amarlo oppure rifiutarlo o ignorarlo. Dio vuole parlare con l’uomo; la Bibbia è rivelazione di Dio e dialogo fra Dio e l’uomo: "Venite quindi e discutiamo assieme, dice l’Eterno…" (Isaia 1:18). Dio esorta: "Presta attenzione, o popolo mio, alla mia legge; porgi orecchio alle parole della mia bocca" (Salmo 78:1); e l’uomo che cerca Dio dice: "La mia voce si eleva a Dio e grido; la mia voce si eleva a Dio ed egli mi darà ascolto" (Salmo 77:1). La Parola divina sa rispondere alle nostre domande più vitali e sa condurci sul sentiero dell’amore e della giustizia di Dio, mettendoci in piena comunione con la Sorgente della nostra esistenza.
 
  Di tutte le cose create Dio disse che erano buone, ma solo dopo aver fatto l’essere umano disse che tutto era molto buono; e l’uomo, in quanto parte più alta della creazione, ha ricevuto il compito di popolare la terra e prendersene cura. Le cose create da Dio sono a nostra disposizione, ma siamo sempre responsabili di ciò che Dio ci affida – siano i nostri talenti personali o le cose che possediamo –, come Suoi economi: "Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio" (1ª Pietro 4:10); e non si dimentichi che – secondo quanto scritto in Apocalisse 11:18 – Dio distruggerà "quelli che distruggono la terra".
 
 

3. L’essere umano è maschio e femmina


Un giorno, alcuni chiesero a Gesù: "è lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?", ed Egli rispose: "Non avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio e femmina?"; poi, continuando a citare da Genesi, disse: "Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la propria moglie, e i due diverranno una sola carne"; e concluse: "Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito insieme, l’uomo non lo separi" (Matteo 19:3-6). La prima, divina istituzione di questa terra fu proprio il matrimonio, che deve essere posto alla base della costituzione di ogni società: senza unioni matrimoniali salde e sane, con le quali uomini e donne si uniscono per formare un nucleo familiare compatto e fedele, unito da un patto per la vita e da affetti profondi e duraturi, non v’è futuro per l’umanità, se non quello dell’immoralità e della corruzione.
 
  Uomo e donna sono stati creati per completarsi, hanno bisogno l’uno dell’altro e sono la fonte della perpetuazione naturale della vita. "Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne!" (Genesi 2:23), esclamò Adamo dopo la generazione di Eva. Il vincolo matrimoniale fra uomo e donna è l’ambito previsto da Dio per vivere l’amore totale fra due esseri umani e per generare ed educare, nell’amore, altri esseri umani: "Né l’uomo è senza la donna, né la donna senza l’uomo, nel Signore, perché come la donna proviene dall’uomo, così anche l’uomo nasce per mezzo della donna, e ogni cosa è da Dio" (1ª Corinzi 11:11-12). è nella genuina unione matrimoniale che si può dire: "Ecco, i figli sono una eredità che viene dall’Eterno; il frutto del grembo è un premio" (Salmo 127:3).
 
  Dio "li creò maschio e femmina" (Genesi 1:27). Le unioni sessuali fra uomini e fra donne sono sempre state reputate da Dio illecite; la stessa semplice conformazione fisica dell’uomo e della donna ci fa comprendere la loro complementarità, mentre non sono certo complementari due donne o due uomini fra di loro. La condanna biblica dell’omosessualità è senza appello, e deve far riflettere un mondo così incline ad accettare ciò che è contro natura come se, invece, fosse normale: gli uomini, purtroppo, spesso "hanno cambiato la verità di Dio in menzogna" e "per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento" (Romani 1:25-27).
 
 

4. Le leggi di Dio sono chiare


"E ora, o Israele, che cosa richiede da te l’Eterno, il tuo Dio, se non di temere l’Eterno, il tuo Dio, di camminare in tutte le sue vie, di amarlo e di servire l’Eterno, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, e di osservare per il tuo bene i comandamenti dell’Eterno e i suoi statuti che oggi ti comando?" (Deuteronomio 10:12-13). Ciò che Dio diceva al popolo d’Israele nell’Antico Testamento vale per ciascun uomo ancora oggi: Dio ci chiede di amarlo e servirlo, osservando i Suoi comandamenti, e ci dice che se lo facciamo perseguiamo il nostro bene. I comandi di Dio ci servono, sono ciò di cui abbiamo bisogno per orientarci in questa vita, per purificarci, per essere davvero felici e giungere alla vita eterna col Signore. Quando un padre consiglia un figlio per il suo bene, è prima di tutto interesse del figlio ascoltarlo; e il nostro Padre celeste non può sbagliare. Per il nostro bene, allora, non ribelliamoci a Dio; osserviamo piuttosto i Suoi comandamenti, riflettendo su quanto dolore è dovuto entrare nel mondo a causa della prima trasgressione e di tutte quelle successive.
 
  Le leggi di Dio sono sul serio leggi. Su questa terra vige la legge di gravità, e non possiamo sperare di gettarci dal quinto piano e restare incolumi; così, in campo spirituale, dobbiamo prende atto di quanto stabilito da Dio. Egli avvisò Adamo ed Eva, i quali compresero bene quanto era stato loro detto, ma decisero di non preoccuparsi più di tanto delle conseguenze e cedettero alla tentazione. Gesù ha detto: "Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno" (Matteo 24:35); e ancora: "Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunziata sarà quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno" (Giovanni 12:48). Il mondo passa, ma la volontà di Dio rimane, e non dobbiamo farci ingannare dai tanti cambiamenti che, in campo morale e spirituale, si alternano nel corso dei secoli. Nell’Ultimo Giorno non saremo giudicati dalle religioni, dalle tradizioni e dalle filosofie elaborate degli uomini, né potremo far valere le nostre personali opinioni. Ciò che Dio ha stabilito ha stabilito, come Adamo ed Eva hanno dovuto tristemente imparare, e noi con loro.
 
  Come abbiamo già avuto occasione di sottolineare, Adamo ed Eva compresero bene ciò che Dio aveva detto, ed erano liberi di ubbidire o meno; scelsero – come gli uomini fanno troppo spesso – di trascurare la volontà divina, e fu la tragedia. A causa di quella violazione – e di tutte quelle che l’hanno seguita (anche delle nostre) – Gesù è dovuto morire sulla croce, per ridarci speranza, per poterci offrire il perdono, per vincere la morte; e lo ha fatto, anche Lui, in piena libertà, per amore di tutti noi. Usiamo allora bene la nostra libertà, che, in quanto tale, comporta sempre una grande responsabilità! Infatti, Dio – come disse con la consueta efficacia l’Apostolo Paolo – "renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che cercano gloria, onore e immortalità, perseverando nelle opere di bene; a coloro invece che contendono e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono all’ingiustizia, spetta indignazione ed ira" (Romani 2:6-8).
 
 

5. Satana e il peccato ci allontanano da Dio


Dio esiste, Satana anche. Non è possibile credere al Dio della Bibbia senza credere all’esistenza di Satana e dei demoni: anche gli angeli, infatti, hanno potuto ribellarsi e scegliere se amare e obbedire Dio oppure no. Nel giorno del Giudizio, Gesù dirà ai dannati: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli" (Matteo 25:41). L’Apostolo Paolo scrisse che i Cristiani conducono un combattimento spirituale "contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti" (Efesini 6:12). Satana ci tenta (come ha tentato Gesù) perché vuole vederci perduti come lui stesso è perduto, e cerca di instillare nei nostri cuori tanti dubbi e tanta sfiducia nei confronti del nostro Creatore. Siccome gli uomini, di norma, concedono a Satana tanto potere, egli diviene davvero "il principe di questo mondo", come dice Gesù in Giovanni 12:31; ma noi abbiamo sempre la possibilità di scegliere di far regnare piuttosto Dio nella nostra vita, e la Bibbia ha il potere di guidarci in questo ottimo proposito.
 
  "Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 6:23). Dio diede un ordine a Adamo ed Eva, che disobbedirono; Egli disse loro anche che la conseguenza per la trasgressione sarebbe stata la morte, e così fu: non soltanto ogni peccatore è destinato a morire fisicamente fra angoscia e sofferenze, ma è anche intimamente separato da Dio, lontano dalla Sua presenza, e questa è morte in senso spirituale: senza speranza, senza luce, senza vera vita. "Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è la violazione della legge [di Dio]" (1ª Giovanni 3:4). Possiamo superficialmente distorcere la giustizia di Dio, o sottovalutare la realtà del peccato, ma quest’ultimo coi suoi frutti rimane e devasta la nostra esistenza, facendoci divenire – che ne siamo consapevoli o meno – proprietà di Satana; possiamo presuntuosamente pretendere di stabilire noi che cosa sia bene e che cosa male, ma la Parola di Dio resta ferma e ci giudica.
 
  Gesù disse: "Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono [Figlio di Dio], voi morirete nei vostri peccati" (Giovanni 8:24). Se non crediamo in Dio e in Cristo, non c’è vera speranza per noi. Dio ha detto, riguardo all’uomo: "Nessuno può in alcun modo riscattare il proprio fratello, né dare a Dio il prezzo del suo riscatto" (Salmo 49:7). Non possiamo uscire da soli da questo buco nero; solo Dio ci può liberare: "Ma Dio riscatterà la mia anima dal potere dallo Sceol [il regno dei morti]" (Salmo 49:15). Se vogliamo ritornare a Dio, ricevere il perdono dei nostri peccati e cogliere l’opportunità della vita eterna con Lui, dobbiamo convertirci per mezzo di Gesù, che pagò il prezzo del riscatto per noi, per redimerci: "Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna" (Giovanni 3:16). Ascoltiamo ancora Gesù: "Senza di me non potete far nulla" (Giovanni 15:5).
 
 

6. Dio punisce


"Dio è un giusto giudice e un Dio che si adira ogni giorno contro i malfattori" (Salmo 7:11). Ad esempio, riguardo alla santità del matrimonio, la Bibbia dice: "Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti e il letto coniugale sia incontaminato, poiché Dio giudicherà i fornicatori e gli adulteri" (Ebrei 13:4). Così come Dio punì Adamo ed Eva, allo stesso modo farà con ogni peccatore, sia in cielo o in terra; e tutti, quaggiù, siamo peccatori: "In quel giorno avverrà che l’Eterno punirà in alto l’esercito di lassù, e giù sulla terra i re della terra" (Isaia 24:21). Dio è imparziale, è Colui che può salvarci ma anche punirci – chiunque noi siamo – se non ci convertiamo a Lui. Dio è giusto: un giusto giudice deve punire ogni trasgressione, e i giudizi di Dio sono perfetti.
 
  Nella Bibbia troviamo molti esempi di giudizi di Dio, sia contro le nazioni sia nei confronti di singoli o gruppi. Certo, non possiamo offrire qui una lista, che sarebbe lunghissima, ma ci basti ricordare la distruzione delle corrotte città di Sodoma e Gomorra, come il fatto che Dio ha sempre punito il Suo stesso popolo d’Israele quando esso si allontanava da Lui, e sa punire la Chiesa quando essa diviene infedele, secondo il principio: "Noi infatti conosciamo colui che ha detto: "A me appartiene la vendetta, io darò la retribuzione", dice il Signore. E altrove: "Il Signore giudicherà il suo popolo"" (Ebrei 10:30). Durante un periodo triste e doloroso della storia d’Israele, Dio disse, per mezzo del profeta Geremia: "Punirò quelli che dimorano nel paese d’Egitto, come ho punito Gerusalemme con la spada, con la fame e con la peste" (Geremia 44:13).
 
  Molto spesso, ci domandiamo perché la storia di questo mondo sia così ricolma di sofferenze e tragedie, ma dobbiamo ricordarci che la situazione che viviamo è innanzi tutto il risultato delle scelte e delle decisioni degli uomini; inoltre, dobbiamo aggiungere che Dio lascia a se stessi, al loro ostinato orgoglio, coloro che non vogliono ascoltarlo, e in questo modo li punisce: "Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami" (Romani 1:26). Sotto questo punto di vista, possiamo dire che Dio davvero punisce gli uomini, e tutti i dolori di questa terra non sono altro che un’anticipazione del Giudizio finale, quando Egli dividerà definitivamente il bene dal male, la luce dalle tenebre, i salvati dai dannati in eterno. Come l’Apostolo Giovanni scrisse nella profetica parte finale della Bibbia: "Poi udii una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: "Andate e versate sulla terra le coppe dell’ira di Dio"" (Apocalisse 16:1).
 
 

7. Dio salva: ha un progetto in tal senso


Predicando ad Atene, l’Apostolo Paolo disse che Dio "comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti" (Atti degli Apostoli 17:30-31): quell’Uomo è Gesù Cristo. In Genesi 3:15 Dio predisse che qualcuno, un giorno, nato da donna, sarebbe stato capace di lottare contro il serpente (Satana) e di schiacciargli la testa, sconfiggendolo e venendo solamente ferito (pur se dolorosamente) da lui. Il Figlio di Dio nacque dalla vergine Maria e fu l’Uomo capace di affrontare volontariamente le indicibili sofferenze della croce, donando la sua vita per poi riprendersela, risuscitando. La Bibbia delinea lo sviluppo del piano di redenzione di Dio, dal primo peccato umano fino all’avvento del nostro Salvatore e Redentore; considerandola seriamente, allora, possiamo adeguatamente comprendere ciò che fu da Dio "preconosciuto prima della fondazione del mondo", ma che è stato "manifestato negli ultimi tempi" (1ª Pietro 1:20): il sacrificio e la vittoria di Cristo, cioè di Colui che venne "per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita" (Ebrei 2:14-15).
 
  Dio punisce, ma è anche misericordioso e pronto a perdonare e a dimenticare tutti i nostri peccati se solo ci rivolgiamo a Lui e seguiamo le sue indicazioni, per camminare con Lui. Grazie a Dio, possiamo cambiare la nostra vita terrena e il nostro destino eterno, raggiungendo la vita eterna con Lui. Gesù disse: "Io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza … e io do loro la vita eterna e non periranno mai…" (Giovanni 10:10.28). E ancora: "Chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete in eterno; ma l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che zampilla in vita eterna" (Giovanni 4:14). Questa è l’offerta del Signore, disponibile per chiunque: cogliamo l’opportunità, allora, finché siamo in tempo! La Parola di Dio ci esorta infatti: "Ecco ora il tempo accettevole, ecco ora il giorno della salvezza!" (2ª Corinzi 6:2).
 
  Paolo, in qualità di Apostolo, scrisse: "Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio" (2ª Corinzi 5:20). Ci è stata data la più grande occasione, quella di riconciliarci col Creatore, e sta a noi decidere se approfittarne oppure no; e se domandiamo – come fecero alcuni di fronte alla prima predicazione apostolica: "Che dobbiamo fare?", possiamo ottenere ancora oggi la stessa risposta che l’Apostolo Pietro diede a quelle persone: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo" (Atti degli Apostoli 2:37-38). Convertendoci a Gesù Cristo possiamo dar vita in noi stessi a una persona nuova, pura, e iniziare una nuova vita nel Signore: una vita di santità, amore ed ubbidienza nei confronti di Colui che veramente sa che cosa sia il nostro bene. E questa nuova vita non sarà vissuta solo a livello individuale, personale, bensì in comunione con altri credenti che hanno fatto la stessa scelta: si tratta infatti di una scelta all’interno della Chiesa di Cristo, la Sua famiglia spirituale, l’unica e vera Chiesa che prende a modello quella descritta nel Nuovo Testamento, basata innanzi tutto sul principio enunciato da Gesù: "Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri" (Giovanni 13:35). Diventando Cristiani, decidiamo di ricominciare con Dio, di farci interiormente ri-creare da Lui per non separarci mai più dal Suo amore. "E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati" (Atti degli Apostoli 2:47).
 
 
Valerio Marchi